Le Corde della Libertà: Come le Donne Stanno Rivoluzionando la Musica dell'Oud

Pubblicato il 2 agosto 2026 alle ore 20:32

Mary Goshtigian a inizio 900'

 

L’oud è il re della musica mediorientale. Per secoli, questo affascinante strumento a corde dal guscio bombato e dal suono profondo è stato associato a figure maschili: grandi maestri, compositori e liutai che ne hanno dettato le regole e la storia. Eppure, dietro le quinte della tradizione, si nasconde una narrazione diversa. Oggi, una nuova generazione di musiciste sta scardinando i vecchi tabù, dimostrando che l’oud non ha genere, ma solo un’anima da liberare.

Un segreto custodito tra le mura domestiche

La relazione tra le donne e l’oud ha radici antiche, ma storicamente confinate. Nel mondo arabo e nell’Impero Ottomano del XIX secolo, lo studio della musica era considerato un elemento fondamentale per l’educazione delle fanciulle delle classi agiate. Le donne suonavano, e anche con straordinaria maestria, ma potevano farlo solo all’interno delle mura domestiche, davanti a un pubblico rigorosamente familiare.

Esibirsi in pubblico era spesso considerato disdicevole. Questa tensione sociale fu catturata perfettamente dalla scrittrice e attivista turca Fatma Aliye Hanım nel suo romanzo del 1898, Udi ("La suonatrice di Oud"), in cui la protagonista usa la propria abilità musicale come strumento di emancipazione e sopravvivenza economica, ribellandosi ai limiti imposti dal patriarcato dell'epoca.

Fatma Aliye Hanım inizio 900

Dalle prime registrazioni ai palchi globali

Con l'avvento del Novecento e la nascita dell'industria discografica, le cose hanno iniziato a cambiare. Figure pioniere come Mary Goshtigian, una virtuosa armeno-ottomana di Istanbul poi emigrata negli Stati Uniti, hanno iniziato a incidere i primi dischi di successo, portando il suono dell’oud al femminile fuori dall’anonimato domestico.

Oggi, quella che era una presenza silenziosa è diventata una vera e propria rivoluzione a cielo aperto. Le donne non si limitano più a suonare l'oud: lo insegnano nelle accademie più prestigiose e lo contaminano con generi moderni come il jazz, l'elettronica e la musica sperimentale.

 

Le maestre del nuovo millennio

Se si vuole comprendere l’impatto di questa rivoluzione, basta guardare alle artiste che oggi dominano la scena internazionale:

  • Sherine Tohamy: Una figura leggendaria per il moderno mondo dell'oud. È stata la prima donna in assoluto a diplomarsi alla prestigiosa accademia Bait al-Oud (La Casa dell'Oud) del Cairo, sotto la guida del maestro Naseer Shamma. Oggi, oltre a esibirsi in tutto il mondo, è lei stessa docente, formando la prossima generazione di musicisti senza distinzione di genere.
  • Clarissa Bitar: Compositrice palestinese-americana, Clarissa utilizza l'oud come un ponte tra il passato e il presente. Nei suoi brani, la tradizione millenaria dei Maqam (i sistemi melodici arabi) si fonde con produzioni contemporanee, parlando direttamente al cuore dei giovani della diaspora e accumulando milioni di ascolti sulle piattaforme di streaming.
  • Amal Waqar: Musicista di origine omanita-americana, Amal è celebre per la sua capacità di decostruire la musica tradizionale araba. Il suo approccio è coraggioso, tecnico e intriso di una forte sensibilità artistica che sfida i canoni classici.

Uno strumento di emancipazione

L'oud è uno strumento tecnicamente spietato. Essendo privo di tasti (fretless), richiede un orecchio assoluto, una forza interpretativa eccezionale e una comprensione profonda dei microtoni, i cosiddetti "quarti di tono". Per questo motivo, ogni volta che una donna sale su un palco internazionale imbracciando un oud, compie un atto politico e culturale.

Queste artiste non stanno solo eseguendo splendide melodie: stanno abbattendo barriere secolari e rivendicando la propria leadership artistica in un panorama che per troppo tempo le ha relegate a semplici spettatrici. Le corde dell'oud, oggi, vibrano di una nuova libertà.

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