La Musica che Cura: Il Potere Terapeutico dei Maqamat Arabi

Pubblicato il 22 luglio 2026 alle ore 20:09

danza rituale dei dervisci rotanti, legata alla tradizione mistica del "Sufismo"

 

Immagina di entrare in un ospedale mille anni fa e, al posto del rumore dei macchinari moderni, trovare il suono dolce di un oud, il gorgoglio dell'acqua e il canto degli uccelli. Non è uno scenario di fantasia, ma la realtà dei bimaristan (gli antichi ospedali del mondo islamico), dove la musica era una vera e propria prescrizione medica.

Al centro di questa antica scienza medica c’è il Maqam, il sistema di scale e modi musicali della musica araba. Molto più di una semplice successione di note, il Maqam è stato usato per secoli come uno strumento per riequilibrare il corpo e la mente.


1.Gli studi di Al-Farabi e Avicenna

Nel Medioevo, grandi filosofi e medici come Al-Farabi e Avicenna (Ibn Sina) studiarono profondamente l'effetto delle frequenze sonore sull'essere umano. Secondo la loro visione, la salute dipendeva dall'equilibrio dei "quattro umori" del corpo.

Queste personalità notarono che specifiche combinazioni di note potevano influenzare direttamente gli stati d'animo, la pressione sanguigna e il sistema nervoso. Nacque così una vera e propria mappatura terapeutica dei Maqamat, ognuno associato a un momento della giornata, a un elemento naturale e a un beneficio psicofisico.

 

La storia di Al-Farabi e il potere della musica

 Al-Farabi  come scritto nel suo "Grande Libro della Musica" (Kitab al-Musiqa al-Kabir. كتاب الموسيقى الكبير)  credeva che la musica avesse un effetto profondo e diretto sulla morale e sullo spirito umano. L'effetto delle melodie e della musica sull'anima si divideva in tre tipi:

-Melodie piacevoli: melodie che mirano solo a lenire l'anima e a procurarle gioia e piacere temporanei.

-Melodie immaginative: melodie che evocano specifiche immagini e percezioni nella mente, simili a immagini visive tangibili.

Melodie emozionali: melodie capaci di influenzare, controllare o alterare emozioni umane profonde (come tristezza, rabbia, coraggio o gioia).

I testi tradizionali narrano una famosa storia che mette in luce il genio di Al-Farabi nel suonare la musica e il suo impatto psicologico. Si dice che entrò alla corte di Sayf al-Dawla al-Hamdani ad Aleppo portando un oud. Suonò una melodia che fece ridere tutti, poi un'altra che li fece piangere, e infine una terza che li cullò fino a farli addormentare. Quindi lasciò la corte, lasciandoli addormentati. Questa storia riflette la teoria di Al-Farabi secondo cui ogni melodia ha il potere di evocare un'emozione specifica.

Il "Grande Libro della Musica" (Kitab al-Musiqa al-Kabir. كتاب الموسيقى الكبير), scritto dal medico e  filosofo islamico dell'età dell'oro Al-Farabi, è un trattato sulla musica araba risalente al X secolo. Si compone di due parti: la prima è un'introduzione in cui vengono discussi la definizione di melodia e le sue suddivisioni, l'origine della musica e alcuni problemi acustici. La seconda parte è dedicata alle specificità degli strumenti musicali popolari tra gli arabi, alla varietà dei ritmi e alla composizione delle melodie. Influenzato dalla teoria delle relazioni armoniche di Pitagora, Farabi ci fornisce una definizione dettagliata della musica, ne rivela le categorie e descrive gli elementi che compongono un'opera musicale. L'autore spiega in modo sistematico e sovversivo l'importanza dell'induzione e sostiene con enfasi la sua teoria con prove concrete, affermando che molti dei principi da lui derivati sono acquisiti attraverso l'esperienza sensoriale, come nell'astronomia, nell'ottica, nella medicina e in altre scienze.

Gli studi scientifici di Avicenna

 Influenzato dall'eredità di Al-Farabi, Avicenna ( o Ibn Sina) credeva che melodie e ritmi emettessero vibrazioni che si propagavano nell'aria e influenzavano direttamente lo "spirito animale" (i centri nervosi ed energetici del corpo), contribuendo a ridurre la frequenza cardiaca, abbassare la pressione sanguigna e alleviare gli spasmi muscolari.

Nel suo libro "Il Canone della Medicina"( Al Qanun fi Atib,كتاب القانون في الطب), Avicenna  indicò che l'ascolto di melodie e maqamat specifici aveva un potente effetto nel trattamento della depressione, dell'insonnia e dell'ansia grave, sostituendo tristezza e tensione con gioia.  Raccomandò che i pazienti affetti da dolori lancinanti o malattie croniche fossero esposti a suoni naturali armoniosi o melodie rilassanti per distrarre la mente dal dolore e stimolare il rilascio di ormoni della felicità e del rilassamento nel corpo.

Per lui, la musica non era semplicemente intrattenimento, ma una branca delle scienze matematiche e fisiche. Si riteneva che un medico esperto dovesse conoscere l'effetto dei toni e delle scale musicali sull'umore e sul benessere psicologico del paziente, così come conosceva le medicine e i farmaci.  

Il Canone della Medicina, opera dello studioso, filosofo e medico musulmano Avicenna (Ibn Sina) (vissuto nell'XI secolo d.C.), è una delle opere più importanti e rinomate nella storia della medicina. Questo testo medico esaustivo è stato studiato nelle facoltà di medicina in Europa e in Oriente per secoli e ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo delle scienze mediche e farmaceutiche.

2.I Maqamat e i loro Poteri Curativi

Ogni Maqam evoca uno stato emotivo preciso ed è legato alla cura di specifici disturbi. Ecco alcuni dei più celebri utilizzati nella tradizione terapeutica:

  • Maqam Rast: considerato il "re" dei Maqamat. Trasmette gioia, pace interiore e stabilità. Veniva utilizzato per infondere coraggio, migliorare la circolazione e combattere la tristezza cronica.
  • Maqam Saba: una scala dal suono profondamente malinconico e spirituale. Nonostante la sua tristezza, veniva usata per aiutare i pazienti a canalizzare il dolore, facilitando il pianto catartico e alleviando i sensi di colpa.
  • Maqam Hijaz: associato al fuoco e al deserto. Evoca misticismo e profonda introspezione. Veniva impiegato per calmare gli stati di forte ansia e per favorire un sonno profondo e ristoratore.
  • Maqam Nihawand: una melodia dolce e nostalgica. Veniva suonata per bilanciare la rabbia e l'aggressività, portando la mente in uno stato di calma e concentrazione.

3.Dal Bimaristan alla Musicoterapia Moderna

Negli antichi ospedali di Baghdad, del Cairo e di Cordova, i musicisti componevano improvvisazioni (Taqsim) adattate al momento della giornata e allo stato del paziente. Ad esempio, il Maqam Rast veniva eseguito all'alba per dare energia, mentre il Hijaz dominava la notte per conciliare il riposo.

Oggi, la neuroscienza sta riscoprendo ciò che i maestri orientali sapevano già. Gli studi moderni sulla musicoterapia ricettiva confermano che l'ascolto dei microtoni (le frazioni di tono tipiche della musica araba) stimola la plasticità cerebrale, riduce i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress) e migliora la gestione del dolore cronico.

 


Conclusione: Un'Eredità da Riscoprire

Il ruolo terapeutico del Maqam ci ricorda che la musica non è solo intrattenimento, ma una medicina universale. In un mondo moderno dominato dalla frenesia e dallo stress, riscoprire le melodie dell'oud e i segreti dei Maqamat può diventare un viaggio di guarigione e di profonda riconnessione con noi stessi.


 

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